Gli Strumenti
 
 
1.[L'Aspetto] - 2.[La Forma] - 3.[Il Tino] - 4.[Il Maglio] - 5.[Il Pianmobile]

 
10.[I Martelli] - 11.[Il Pillo] - 12.[Il Cascio] - 13.[Il Marcitoio] - 14.[Il Pesto]

 
L'Aspetto
 
Descrizione

Manca nei lessici, nei quali il significato di aspo più assimilabile a quello del suo ovvio diminutivo aspetto è riferito allo strumento che, nella trebbiatura, colloca orizzontalmente gli steli sul trasportatore. Negli antichi opifici da carta l’aspetto era lo strumento che serviva per adagiare due fogli di carta per volta sulle corde di fune di canapa che componevano lo “spanditoio”.

 
La Forma
 
Descrizione
Un semplice attrezzo di legno di cipresso su cui viene intrecciata una rete di rame, rendendolo così simile ad uno staccio, allo scopo di trattenere le fibre in sospensione lasciando colare l’acqua. Una cassetta quadrangolare , lunga e larga quanto il foglio che si vuol fabbricare.
 
 
Il Tino
 
Descrizione
Concio di pietra serena tagliata a mano da esperti scalpellini dove venivano immessi gli impasti, il “pesto”, per la creazione del foglio di carta fatto a mano.
 
Il Maglio
 
Descrizione
Martello provvisto di testa metallica piena che veniva utilizzato, prima dell’introduzione della satina, per “stirare” i fogli di carta asciutti. Il maglio veniva utilizzato per un primo lavoro di rifinitura del foglio di carta che, ripetutamente colpito, diveniva più liscio.
Questo maglio prende il nome di maglio ad azione diretta perché le camme agiscono direttamente sull’ albero.
 
Il Pian Mobile
 
Descrizione
L’antico ascensore, dei primi anni del secolo XX, ancora presente e funzionante.
 
La Rigatrice
 
Descrizione
Macchina manuale francese dei primi anni del secolo XX per ottenere linee parallele di diversi colori su fogli di carta per uso commerciale.
 
La Taglierina
 
Descrizione
Antica macchina manuale tedesca utilizzata per tagliare i fogli di carta.
 
La Pressa
 
Descrizione
Grosso torchio a vite del XVIII secolo a comando manuale che veniva utilizzato per spremere meccanicamente l’acqua dai fogli di carta.
Affiancato da una pressa idraulica a quattro colonne dei primi del Novecento con gli stessi scopi del torchio manuale.
 
Il Cilindro Olandese
 
Descrizione
E' una macchina ciclica inventata nelle cartiere olandesi alla fine del diciassettesimo secolo. In una vasca di forma ovale, la parete centrale forma due canali in cui il cilindro munito di lame ruota sfiorando le altre lame fisse disposte in basso su un supporto detto “platina”. La massa acquosa di fibre circola continuamente e, passando tra le lame, subisce un’azione di schiacciamento e taglio per essere così raffinata fino ad ottenere l’idoneo impasto da carta.
 
I Martelli
 
Descrizione
Strumento ad azione idraulica, che serviva a battere ripetutamente gli stracci (canapa, lino o cotone) fino ad ottenere una sorta di poltiglia molto densa.
 
Il Pillo
 
Descrizione
Macchina ciclica costituita da una massiccia ruota in pietra serena che gira intorno ad un asse di acciaio verticale su un fondino anch’esso in pietra o granito dentro una vasca a base circolare.
Si introduce acqua e carta di recupero, facendo lavorare fino ad ottenere una densa e omogenea soluzione acquosa.
 
Il Cascio
 
Descrizione
Sorta di telaio mobile che si collocava sulla forma di tela metallica per la fabbricazione della carta a mano e che, secondo l’altezza dell’orlo, tratteneva una precisa quantità di pasta, determinando di conseguenza lo spessore del foglio.
 
Il Marcitoio
 
Descrizione
Ampia vasca in cui si pongono a macerare i cenci destinati alla fabbricazione della carta.
 
Il Pesto
 
Descrizione
Nella fabbricazione della carta, impasto ottenuto da cenci macerati, sfilacciati, ridotti in poltiglia, tenuti insieme nell’acqua e battuti col maglio.
 
La Predola
 
Descrizione
Piano inclinato su cui il levatore appoggia i fogli dopo averli separati dai feltri.
 
Il Cércine
 
Descrizione
Involto di panno a foggia di cerchio usato da chi deve portare pesi sul capo (vi si mette la posta dei fogli).
 
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