La Cartiera "Le
Carte" è ubicata sul fondo della stretta
vallata del fiume Pescia, ai piedi del colle su cui sorge
il borgo antico di Pietrabuona.
Il fabbricato ancora in discreto stato di conservazione ebbe
origine nel 1481, ma fu ampliato e ristrutturato nel 1725
dalla famiglia Ansaldi. La Cartiera "Le
Carte" fu acquistata poi nel 1860 dalla famiglia
Magnani che aveva nel pesciatino altri opifici cartari.
L'edificio si sviluppa su tre piani ed ha un tetto sostenuto
da imponenti capriate in legno. La superficie coperta risulta
di 700 mq. Le attrezzature e gli impianti sono collocati al
piano terra dove si trovano i tini, le pile ed i macchinari
in legno andanti ad acqua per la sfilacciatura degli stracci
e la preparazione degli impasti.
L'Associazione Centro di Documentazione sulla Lavorazione
della Carta, ha già operato un parziale recupero dell'edificio
ed ha in programma il totale recupero sia dal punto di vista
architettonico che funzionale di tutto l'edificio. Tutta una
serie di antichi macchinari sono già stati rimessi
in funzione.
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| Antica Cartiera "Le
Carte" |
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Piano
terra (preparazione
e impasti)
Nella prima stanza si trovano n.4 tine con elementi
in pietra serena tagliata a mano dove vengono immessi
gli impasti per la creazione del foglio di carta a mano.
In adiacenza delle tine sono posti gli attrezzi per
il deposito del foglio di carta appena uscito dalla
forma e che poi sarà coperto da un feltro di
lana.
In fondo alla stanza fa mostra di sé un grosso
torchio a vite in legno del 1700 a comando manuale che
veniva utilizzato per spremere meccanicamente l'acqua
dai fogli di carta posti in pile nel torchio stesso.
A lato del torchio vi è una pressa idraulica
a quattro colonne che ha gli stessi scopi del torchio
manuale.
Nella seconda stanza fa bella mostra di sé un
cilindro olandese la cui vasca è stata ricavata
da un unico blocco di pietra serena.
In questa macchina si preparavano gli impasti cartari
utilizzando stracci di cotone ed in tempi più
recenti utilizzando pani di cellulosa.
Nella zona prospiciente il cilindro olandese vi sono
quattro pile sfilacciatrici in legno risalenti al 1700
che servivano per la sfibratura degli stracci.
Data la vetustà di queste macchine (fine 1700)
ne è stata ricostruita una ex nuova ed è
stata ricostruita ex nuova la ruota idraulica che forniva
il movimento alle pile.
Interposto tra la coppia di pile si trova un maglio,
anch'esso azionato da ruota idraulica, di antica costruzione
che serviva per la lisciatura del foglio di carta.
In fondo a questa stanza si trova una turbina idraulica
in ferro tipo Francis che una volta forniva l'energia
meccanica ad un alternatore per la produzione di energia
elettrica.
Primo
piano (reparto allestimento)
Dalla stanza dove si trova la turbina idraulica tramite
un angusta scala in pietra, si accede al primo piano
dove è installato un alternatore per la produzione
di energia elettrica che alimentava i vari motori
della cartiera.
A lato dell'alternatore si può ancora ammirare
un quadro elettrico montato su lastra di marmo ove
sono inseriti i deviatori voltmetro ed un amperometro
che risalgono a fine ottocento.
Sempre in questo vano sono dislocate una serie di
armadi ed incastellature in legno utilizzati per archivio
e campionatura dei vari tipi di carta a mano.
Nel vano adiacente denominato bottega sono presenti
una serie di tavoli in legno per la cernita e la piegatura
dei fogli di carta.
Al centro della stanza esiste una satina con due cilindri
in ferro che serviva per rendere lucida la carta stessa.
Da ricordare infine una cesoia a mano in ghisa di
antica fattura ed una ghigliottina a manovra manuale
con opportuni volantini ed ingranaggi.
In questo reparto vi sono anche due presse in legno
a vite elicoidale a comando manuale, nonché
due presse in legno accoppiate su unica incastellatura,
rinforzata da borchie ed elementi in ferro battuto,
tutte queste presse risalgono a fine 1700.
Piano
secondo
Tutto il piano secondo dell'edificio era occupato
da una serie di modesti appartamenti dove abitavano
il ministro (l'odierno capo-fabbrica) ed un certo
numero di dipendenti. In questo piano è stato
completamente recuperato il vecchio ufficio di cartiera
con una serie di suppellettili che risalgono a fine
'800 e primi '900.
Piano
terzo
Nell'ultimo piano della cartiera anticamente dedicato
a spanditoio, agli inizi del 1900 furono installati
una serie di macchinari, molti dei quali a comando
manuale per la lavorazione delle varie carte prodotte
nell'opificio a secondo dell'uso cui erano destinate.
Nella stanza iniziale si trova ancora una stampatrice
manuale a due colori, macchina francese di fine ottocento
che produceva rigature longitudinali su fogli di carta
tipo commerciale. Nell'immenso salone per il quale
è stato completamente rifatto il tetto riutilizzando
le antiche travature lignee e coperture in embrici
e colmi di laterizio, si possono notare una pressa
in ferro a comando manuale per preparare i colli di
carta; una cesoia in ferro a comando manuale, una
taglierina-rifilatrice e una macchina automatica dei
primi dell'ottocento con comandi a pedale che serviva
per produrre buste partendo da un foglio di carta
opportunamente squadrato. Sempre in questo immenso
salone sono esposte sui banconi in legno vari tipi
di fogli di carta da disegno, i famosi fogli di carta
Magnani, una volta conosciuti in tutto il mondo. Vi
sono inoltre una serie di filigrane che danno chiaramente
l'idea della perfezione raggiunta dalle maestranze
nella realizzazione delle carte filigranate. Fra queste
si distingue per importanza la filigrana con l'effige
di Napoleone Bonaparte e di Maria Luisa d'Austria,
che fu realizzata nel 1810 per le partecipazioni di
nozze dell'Imperatore dei francesi. L'antica forma
è depositata nell'archivio del museo.
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